Cinque motociclisti corrono lungo le strade del Friuli Venezia Giulia per incontrarsi nel centro simbolico della regione, la città stellata di Palmanova. Un viaggio che ognuno affronta in maniera diversa, in sella alla moto che più gli assomiglia. Curve, paesaggi mozzafiato, riviere, borghi medievali disseminati lungo i vari percorsi li accompagnano alla scoperta di un territorio magico e emozionante.
Agenzia Turismo FVG
Quando l’Agenzia Turismo FVG assieme allo Studio Mark ha realizzato nel 2015 il video, sul sito turismofvg erano presenti anche degli itinerari dedicati al moto turismo, creati in collaborazione con i ragazzi di Terre di Moto, purtroppo, con il passare degli anni, compreso il superamento di una pandemia, i target dell’offerta turistica sono variati al variare dei gusti dei visitatori che vogliono passare le proprie vacanze o anche solo un po’ di tempo in regione, la sezione degli itinerari è sparita dal sito istituzionale, ma la mappa tematica creata allora, a ben cercare è ancora disponibile.
Sul progetto di sito, che affianca questo Blog, ovvero Atorinfriul stiamo lavorando per riproporre anche tali itinerari, perché riteniamo che chi li pensò all’epoca, fece un ottimo lavoro e sarebbe un peccato se andassero irrimediabilmente smarriti in rete.
Questo Blog, si chiama Friuli on the road, ed era nato con lo scopo di raccogliere o proporre itinerari in regione. Vicissitudini varie, quali i limiti della piattaforma wordpress, hanno orientato tale Mission, verso un sito diverso, costruito ad hoc.
L’esistenza di Atorinfriul.it, però, non esclude che sul blog si possa comunque proporre degli itinerari, anche se in forme diverse rispetto a quanto avviene sul sito.
Fin dalla sua creazione, si è cercato di dare agli itinerari proposti, una scala della difficoltà, con l’intento di cercare di orientare il lettore, nella scelta del percorso più adatto alle proprie caratteritiche. Spesso, leggendo siti e blog, che propongo itinerari moto turistici, non vengono considerate le difficoltà intrinseche che alcuni tratti di strada potrebbero presentare.
L’esempio forse più calzante è la “panoramica delle vette” in Carnia, molto presente in rete, perché estremamente panoramica. La strada sale da Ravascletto, fino al monte Crostis, per poi scendere a Comeglians. Dislivello ed ampiezza della carreggiata a parte, la vera difficoltà è la presenza, per qualche chilometro, del “macadam” ovvero l’assenza di un’asfaltatura, anche se non si è in presenza di uno sterrato vero e proprio. Il mototurista, che si dovesse ritrovare, improvvisamente in quella situazione, potrebbe avere difficoltà e rischiare danni a lui ed al proprio mezzo. Personalmente, ho percorso quella strada, con tutte le mie moto, ma dalla mia, ho la conoscenza di quel tratto e dei veicoli, che molti definiscono trattori, con migliaia di chilometri trascorsi sulle loro selle.
Definire quindi un livello di difficoltà non è facile. Questa può variare molto a causa della tecnica e dell’esperienza di guida del centauro, dal tipo di moto, della sua conoscenza e dallo stato in cui viene tenuta; dal periodo dell’anno in cui si sceglie di percorrere l’itinerario…
Volendo presentare degli itinerari adatti a tutti indipendentemente dalla stagione in cui verranno percorsi, ne sono stati selezionati quattro, che coprono quasi tutta la fascia al di sotto delle prealpi, ovvero dalla collinare al mare.

In questo caso abbiamo stilato una specie di nostra classifica dal più facile al più impegnativo
- (Verde) Tra storia e modernità
- (Rosso) In collina tra laghi e castelli
- ( Blu ) Tra luoghi di culto e di memoria
- (Fucsia) A cavallo di due regioni tra storia e tecnologia
Nel frattempo, in attesa di un’ottimizzazione completa, proponiamo quello che riteniamo essere un giro base polifunzionale nella zona collinare, da circa 150 km (con partenza e rientro a Fagagna), una percorrenza indicativa inferiore alle 4 ore con un dislivello altrimetico intorno ai 300 metri, ma che per delle peculiarità orografiche regionali di quell’area, si è rivelato un itinerario sorprendente, grazie ad una fortunata morfologia regionale, è altamente adattabile a qualsiasi centauro, che sia in sella ad una piccola 125 o uno scooter, piuttosto che ad una maxi moto o persino moto d’epoca
Se da un lato, lo si può considerare come un piacevole giro da percorre nella stagione più fredda, magari con zavorrina al seguito, è assolutamente valido anche come itinerario per neofiti o per chi ama semplicemente lo slow riding, godendo della guida, dei paesaggi e delle tappe gastronomiche. Chi avesse la necessità di un percorso per conoscere meglio il proprio mezzo, può trovare in questo giro base, tutti gli elementi necessari a tale scopo.
Per semplicità è stato denominato come “giro in collina tra laghi e castelli“, ed in effetti, il percorso passa vicino a rocche e castelli, come quello di Villalta, Moruzzo, Colloredo, Artegna, Arcano… ed i tre laghi della collinare più conosciuti, ovvero quello di Cavazzo o “dei tre comuni”, quello della riserva naturale del Cornino e quello di Ragogna. Le uniche minime difficoltà, ovvero la presenza di alcuni leggeri tornanti, si trovano nella zona di Sornico, tra Artegna e Gemona direzione Montenars, e sulla sella di Interneppo, che collega il versante di Bordano con il lago di Cavazzo. Tali tratti sono evitabili con una minima deviazione, che mantiene la lunghezza totale pressochè invariata.

Qui è diponibile il tracciato in formato .gpx ed in versione GMaps
Per chi invece trovasse il percorso un po’ troppo “monotono” o semplice, l’aggiunta di alcune deviazioni, prolungamenti e varianti lungo la strada, permetteranno di regalare al motociclista più esigente curve e tornanti a iosa.
Se si volesse, ad esempio, esplorare la zona delle valli del Torre, sarebbe possibile farlo, salendo da Faedis e la valle di Soffumbergo o Attimis verso Canebola, Porzus e Subit, mentre nella zona di Tarcento si può esplorare il monte Bernadia (dove si tiene il raduno dell’Amicizia ogni febbraio), passando per la zona di Villanova delle Grotte concludendo con la zona del Coja (sito del “Pignarul Grant” il tradizionale fuoco epifano). La zona della dorsale che divide la pedemontana pordenonese da quella udinese, nella zona del Lago di Cavazzo, può diventare una meta per i centauri più sportivi che spostandosi verso Verzegnis possono risalire verso la sella Chianzutan rientrando poi dalla val d’Arzino per raccordarsi a Cornino ed al suo lago, ma avendo ancora voglia di curve si può optare per la strada panoramica che porta a monte Prat, concludendo il tour con il passaggio sul monte di Muris.

Qui è diponibile il tracciato nel solo formato .gpx (causa limiti del sistema Gmaps)
Con tutte le aggiunte, il giro da base ed adatto a tutti, può arrivare a raddoppiare la sua estensione traformandosi in un intinerario “Monster” per dei “mangia curve” davvero affamati, con uno sviluppo di circa 310 km, un dislivello di quasi 1000 metri ed una percorrenza indicativa di circa 8 ore, pause escluse! Per come è strutturato, lo si può anche scindere in due itinerari più gestibili, con una tempistica di percorrenza, in sella, intorno alle 5 ore.
Se immaginiamo l’autostrada A23 “Alpe Adria”, come la nostra linea divisoria, avremo ad oriente il “Osten Tour nelle valli nascoste”, mentre ad occidente il “Westen Tour tra colli, monti e rocche”. Presentano dislivelli tra i 900 e 1000 metri ed una lunghezza indicativa di poco superiore ai 180 km per il primo; che diventano poco meno di 210 per il secondo.

Qui è diponibile il tracciato nel solo formato .gpx (causa limiti del sistema Gmaps)

Qui è diponibile il tracciato nel solo formato .gpx (causa limiti del sistema Gmaps)
